la prima torta di honey

 

BDT Takashi&Honey, 009. Mesi

 

Honey aveva diciotto mesi: da un bimbetto così vivace, che canticchiava spesso in quella stranissima maniera infantile mentre giocava da solo o con il cugino, ci si aspettava, da un momento all’altro, l’arrivo della fatidica prima parola.
Sua madre, ben decisa ad accaparrarsela, sedeva un giorno con la signora Morinozuka sulla moquette a fiorellini della stanza di suo figlio, mentre i due pargoletti giocavano davanti a loro – Su Mitsukuni, dì “mamma”.
Niente: il bimbo non alzò neppure il capino.
– Avanti tesoro, fai sentire alla zia quanto sei bravo: dì “mamma”.
Serafico, Honey continuava a giocare, sotto gli occhi attenti di Usa-chan, con le sue carabattole di plastica; la sua preferita sembrava essere una morbidissima fetta di torta alla fragola, farcita di panna, che spesso mordicchiava pensosamente.
– Avanti, caro, dì “mamma”, per favore! – supplicò la signora Haninozuka; poi, sospirando – Niente da fare… Eppure il pediatra ha detto che il periodo è quello giusto! Devo preoccuparmi?
– Dipende dal bambino – la rassicurò l’altra donna, sorridendo – Guarda il mio Takashi, non prova neppure ad aprir bocca!
– Ma lui è già un ometto così com’è – rispose la signora Haninozuka accarezzando una guancia del nipote, che osservava incuriosito i giocattoli del cugino – È un amore, così tranquillo; Mitsukuni invece è un terremoto e si porta ovunque quella torta, anche quando fa il bagnetto – commentò ridendo la madre.
Una cameriera entrò in quel momento con il vassoio del tè, e le due donne si spostarono sulle poltroncine dall’altro lato della stanza, lasciando i bambini lì, con le loro carabattole colorate.
Honey mordicchiò ancora un po’ il suo giocattolo di gomma e poi, osservandolo con interesse, sillabò – To-ta.
Takashi lo guardò con il suo musino inespressivo e piegò il capino da un lato.
– To-ta – ripeté il cugino, porgendogli la torta.
L’altro bambino l’osservò per un attimo e poi, indicando Honey, disse – Mi-tu-ni.
Mitsukuni fece un gran sorriso e, stringendo tra le mani il giocattolo, ripeté – Tota! – e poi, indicando il cuginetto – Ta-ka-ii.
Il piccolo Mori sorrise e gli diede un colpetto gentile sul capo con la mano.
– Guarda che carini – commentò intenerita la signora Morinozuka, sollevando gli occhi dal suo tè – Chissà quand’è che si decideranno a parlare!

 

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Note: Idiota fin nel midollo, vero? *sbrill*
Scherzi a parte: per quanto sia fermamente convinta che Honey voglia un bene infinito a Takashi, la sua prima parola non avrebbe mai potuto essere diversa da "torta" XD La trama è più esile del solito, ma mi è piaciuto molto scriverla, anche se si tratta di un tema leggero trattato in modo altrettanto leggero XD

 

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