
BDT Takashi&Honey, 080. Perché?
Mori lo trovò seduto ai piedi
del letto con Usa-chan tra le mani, posato sulle ginocchia.
– Mitsukuni?
Lo aveva aspettato per più di
mezz’ora nel dojo di casa Haninozuka e, visto che non era da suo cugino
tardare agli allenamenti, si era preoccupato ed era andato a cercarlo; l’aveva
trovato nella sua stanza (spoglia. Lo sorprendeva sempre quella metamorfosi,
nonostante Honey avesse impacchettato tutte le sue cose graziose già da
diversi mesi), con il coniglietto in braccio: era da un pezzo che non vedeva
in giro quel pupazzo. Mitsukuni volse verso di lui un’espressione tra il serio
ed il preoccupato.
– Takashi? – disse – Usachan
è triste.
Mori si avvicinò e scrutò
attentamente il musetto di stoffa del peluche.
– Vedi? – continuò Mitsukuni
sollevando il coniglietto verso il cugino; Takashi scrutò ancora il musetto di
stoffa, ma sapeva benissimo che non c’era nulla di nuovo nel coniglietto.
– Perché? – chiese.
– Cosa?
– Perché è triste?
Honey guardò il pupazzo, come
se potesse aiutarlo a rispondere alla domanda del cugino – Non lo so.
– Forse Usa-chan è triste
perché non ci giochi più.
Mitsukuni lo guardò un po’
allarmato – Ma no! – esclamò – Gliel’ho spiegato, Takashi!
– Cosa?
Il ragazzino si morse un
labbro – Che non posso più giocare con lui perché non va bene per il futuro
capofamiglia – dondolò pensieroso le gambe – Già sono basso, a vedermi girare
sempre con un pupazzo crederanno che io sia un bambino e che sono poco idoneo
ad essere il futuro capoclan…
Takashi non rispose: erano le
parole di suo zio, quelle, e le ricordava bene – Però, anche se lo capisce, è
triste, no? – disse ancora. Honey annuì – Perché?
– Forse perché a volte non
basta sapere le cose per rassegnarsi…
– Mhm – bofonchiò Takashi –
Però è passato del tempo da quando lo hai riposto assieme alle altre cose…
Come mai è diventato triste solo ora?
– Non lo so – rispose
Mitsukuni, continuando a scrutare il coniglietto.
Mori, però, lo sapeva
benissimo, e perciò si limitò ad accarezzare il capo del cugino senza dire
altro.
~ * ~
La malinconia di Usa-chan
continuò ancora per qualche giorno e il suo padroncino sembrava più cupo del
solito, sempre preso a rimuginare su questo problema; Mori lo osservava da
lontano, come sempre, ma lasciava che il cugino risolvesse la questione da sé.
Finché un giorno, durante
l’intervallo, lo trovò affacciato ad una delle grandi finestre del corridoio:
gli si accostò e vide, giù nel parco, Tamaki Suoh, il nuovo studente arrivato
da poco dalla Francia (figlio, si vociferava, del Preside), che si sbracciava
davanti allo sguardo annoiato dei gemelli Hitachiin.
– Sai Takashi? – disse Honey
senza guardarlo, la voce appena più bassa del solito – Tamaki-kun mi ha
chiesto se voglio entrare nel suo club… Dice che – continuò, con una leggera
luce negli occhi – Dice che potrò avere i dolci, i peluche e tutte le cose
carine che voglio…
Mori continuò a guardare il
ragazzo biondo che si sbracciava ancora, imperterrito, là nel cortile, sempre
più infervorato.
– Tu che dici, Takashi?
Guardò per un attimo il
cugino: c’era ancora quella luce piccola piccola sul suo viso, che gli
ricordava altri giorni e un altro Mitsukuni, più felice, più spensierato – Tu
puoi fare tutto quello che vuoi – rispose.
Honey si voltò verso di lui,
sgranando gli occhi per la sorpresa – E… e se non va bene per mio pa…
Mori gli accarezzò i capelli,
troncando le sue parole – Tu puoi fare quello che vuoi, Mitsukuni – ripeté.
Honey si voltò verso la
finestra e guardò Tamaki che tampinava ancora i gemelli Hitachiin, determinato
e illuminato di quel sorriso che lui, da lì, non poteva vedere, ma che aveva
incontrato il giorno in cui quel ragazzo sconosciuto gli si era presentato per
proporgli di entrare nel club che desiderava fondare e gli aveva parlato di
quella che, secondo lui, era la “vera forza”.
Si voltò verso il cugino e
sorrise – Vieni anche tu nel club di Tamaki-kun, Takashi?
~ * ~
Accadde quella sera stessa.
Takashi era a letto ed il
trillo del suo cellulare s’infilò nel suo dormiveglia: guidato dalla
fastidiosa luce del display illuminato, afferrò il telefono e rispose con una
specie di mugugno.
– Takashi! – esclamò la voce
di Honey dall’altro capo – Usa-chan non è più triste!
Mori rimase in silenzio, con
i capelli arruffati dal sonno e le coperte appallottolate attorno, il
cellulare contro la guancia.
E sorrise.
|
Recensioni su Midnight Sun
Recensioni su Fanfic100_ita
Recensioni sul Circolo Letterario degli Impopolari
Phantasma ©
Michiru, dal 7 gennaio 2007.
Tutte le fanfictions ed alcuni dei banner che troverete qui sono © di
Michiru, le canzoni,
le citazioni ed i personaggi appartengono invece ai rispettivi autori. E'
assolutamente vietato prelevare qualunque cosa da questo sito senza
mio esplicito permesso. Sito non a scopo di lucro.
Layout ©
Juuhachi Go.
Immagine usata da Chii's Sweet Home di Konami Kanata, pennelli da
angelic-trust.net, patterns da
77words.