
BDT Takashi&Honey, 022. Nemici
Ci stiamo avvicinando alla seconda metà della competizione con la corsa a ostacoli! L’attenzione è concentrata sulla battaglia di Haninozuka versus Morinozuka nella prima corsa! È un faccia a faccia tra cugini! *
Oh beh… Questa non se l’aspettava.
D’accordo essere in due squadre
avversarie, ma, doversi affrontare l’un l’altro così, direttamente, era…
strano.
A pensarci bene, lui e Takashi non
erano mai stati rivali in niente: fin da bambini avevano frequentato la stessa
classe, giocato alle stesse cose, condiviso tutto venendosi sempre incontro
senza sforzo… Non si erano mai litigati neppure i pennarelli, quando erano
all’asilo!
Forse era stato per via dell’indole
incredibilmente accomodante di Takashi, che lasciava che lui decidesse senza
scomporsi più di tanto; in un certo senso, però, si venivano incontro anche in
quello: Takashi diceva di sì, certo, ma con la tranquillità che lui non gli
avrebbe chiesto qualcosa di impossibile o sgradevole: si può dire che gli
demandasse la decisione di fare o non fare qualcosa che, comunque, sarebbe
andata bene per entrambi.
Andavano avanti così da quando
aveva memoria, e adesso…
Adesso Takashi era lì, in piedi,
accanto a lui, ma con la divisa rossa.
La divisa del “nemico”.
Beh, era un po’ divertente, questa
cosa dell’essere avversari senza che tra di loro ci fosse la minima acredine,
come accade di solito alle persone anche amiche (come stava succedendo a
Kyo-chan, per esempio).
Eppure… eppure era
strano.
Strano com’era stato vedere, nella
lista degli studenti della squadra bianca, il suo nome, quello di Kao-chan, di
Kyo-chan e non quello di Takashi; aveva scorso l’elenco di nuovo, sapendo
perfettamente che non poteva non aver letto il nome di suo cugino, ma troppo
incredulo al pensiero che davvero non si trovavano nello stesso gruppo; aveva
sentito le spalle di suo cugino irrigidirsi per un istante, uno soltanto,
sotto le sue ginocchia.
– Sono nella squadra rossa – aveva
detto Mori, con voce piana.
– Già – gli aveva risposto.
Poi avevano notato come anche
Hikaru e Kaoru fossero stati divisi e, nei giorni successivi, durante gli
allenamenti comuni, erano persino arrivati a scommettere sulla squadra che
avrebbe vinto.
Eppure, il senso di stranezza non
era passato.
~ * ~
Si lasciarono dietro gli altri corridori nel giro di pochi metri e la sfida parve restringersi a loro due soltanto, come lo speaker annunciava infervorato; Takashi poteva anche avere le gambe più lunghe, ma lui lo batteva in agilità.
Quasi.
Il coniglietto infuriato passa in vantaggio con l’ostacolo della rete! E mantiene il vantaggio mentre corre verso il salto con l’asta, l’ultimo ostacolo…
Qualcosa andò storto proprio lì:
l’asta gli sfuggì dalle mani, inaspettatamente, tanto che gli parve di
rimanere per un istante lunghissimo sospeso a mezz’aria e che la distanza
dallo spesso tappeto di atletica, che era stato posto sotto l’ostacolo, fosse
spaventosamente ampia.
Ma non cadde.
Una manciata di istanti, troppo
rapidi persino per i suoi riflessi, e si era ritrovato contro il fianco di
Mori, agguantato dal suo braccio come lui faceva di solito con Usa-chan. In
quella frazione di secondo si era voltato, con gli occhi sgranati, a guardare
suo cugino, incredulo: e aveva trovato, sul viso di Takashi, un sorriso furbo,
come a dire
Beh, pensavi che ti avrei lasciato cadere?
E, in quel preciso istante, il
senso di stranezza sparì.
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Note: * Le parti in corsivo dello speaker sono state tradotte (liberamente XD) dalla sottoscritta e provengono dall'undicesimo volume di Host Club.
Questa fanfic mi convince fino alla frase finale: lì c'è qualcosa che non mi torna, colpa, senz'altro, della mia incapacità di rendere quel che mi fa pensare e provare la tavola che mi ha tenuta sveglia fino alle tre di notte e che ancora non se ne va dalla mia testa; posso anche postarvela, in fondo, se avete letto fin qui, vi siete già spoilerati (ed io mi sono concentrata su una parte della trama che non ha grandi spoiler, lasciando in un cantuccio un altro ben più gustoso... Ok, stop XD)
E' che c'è qualcosa, in questo sguardo (... il primo che dice "amore" MUORE!), in questa situazione, che riassume un po' tutto il punto di vista di Takashi: che Honey viene prima. Tutto qua. Ed è una cosa terribilmente bella.
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