Ritratto d'ombra e luce
(Mezza Tabella Yuto/Karen, prompt 05. Fotografia)
– Voi… voi siete… Ah, basta, mi
togliete persino le parole!
– Forse perché ne conoscete
troppe, Seishiro? Dovreste togliere la testa dai libri, ogni tanto, siete alle
soglie del matrimonio, vi resta poco tempo per divertirvi!
– Se voi sapeste usare un
briciolo di questo tempo per dedicarvi ad altro che non sia il
divertimento – sbottò Sakurazuka, spostando una fronda dal viso – Forse ora non
saremmo in questa situazione!
La piacevole
serata trascorsa clandestinamente negli appartamenti delle donne, nella dimora
del Chunagon,
avrebbe in effetti potuto
concludersi meglio: o, quantomeno, non così male! Una vecchia dama, svegliatasi
di soprassalto, aveva sollevato un baccano così spaventoso non solo da destare
le altre donne, ma persino da far accorrere gli uomini del Consigliere; la loro
fuga era stata così precipitosa che Yuto aveva dovuto finire di legare gli
hakama
quando si erano trovati al sicuro, nascosti tra le siepi che delimitavano il
parco del loro furibondo ospite: Seishiro era costernato, Kigai invece rideva
tanto che un servitore dovette aiutarlo a riallacciare in modo decente i suoi
vestiti.
Erano risaliti a cavallo, l’uno impegnato in un rimprovero in fondo divertito,
l’altro ancora scosso dalle risate.
– Come se non bastasse – sospirò Sakurazuka – Adesso non possiamo passare per la
solita strada, gli uomini del Chunagon saranno tutti in allerta…
– Conosco un’altra via – rispose placido il giovane figlio dell’imperatore,
tirando le redini del suo cavallo in direzione di un’altra residenza. L’amico lo
seguì incuriosito per un bel tratto, il cammino illuminato a stento dalle
lanterne dei loro uomini e dal chiarore del plenilunio. Ad un tratto, Yuto
smontò di sella ed affidò le redini ad uno dei suoi attendenti.
– Che fate?
– Scendete, proseguiremo a piedi.
– Dove proseguiremo, Yuto-sama?
– Qui – rispose con un ghigno l’altro ragazzo, indicando una fitta siepe.
Seishiro alzò gli occhi al cielo e scese da cavallo – Non preoccupatevi – lo
rassicurò divertito – I miei battistrada riporteranno a casa il vostro
destriero.
– Fatemi capire – chiese sarcastico Sakurazuka, seguendolo tra le fronde –
Stiamo fuggendo da una residenza infilandoci in un’altra casa?
– Non è la prima volta che lo faccio – lo rassicurò Yuto, divertito da quella
situazione – Fidatevi di me.
– Non ho altra possibilità, suppongo.
Sgusciarono silenziosi tra gli alberi di un elegante giardino d’estate, e non
poterono trattenersi dal gettare uno sguardo verso le tenui luci che,
probabilmente, appartenevano alle stanze delle dame.
– Venite – sussurrò Seishiro, individuando un varco per uscire.
Yuto si attardò un istante di più, e fu per questo che la vide: sotto i raggi
del sole, probabilmente, la sua bellezza sarebbe risaltata di più, ma al
chiarore della luna fu il suo fascino a risplendere.
Era il profilo esile di
una fanciulla quello che la luce stava disegnando*,
come un pennello sottile sulla carta; il ragazzo riuscì a vedere solo un
elegante drappeggio di vesti, una chioma fatta di riccioli voluttuosi che
scivolavano giù dalle spalle sottili, un volto delicato sollevato verso la luna.
– Yuto-sama, andiamo – chiamò ancora Seishiro, il cui ultimo desiderio era dover
di nuovo fuggire tallonato dai servitori di un seccato padrone di casa.
Kigai distolse a
malincuore lo sguardo, ma quel delicato profilo tracciato dalla luce lunare si
attardò nei suoi occhi molto più a lungo di quanto avrebbe sperato.
Nota: quando ho creato la Mezza Tabella con Chu, non avevo preventivato di fare il claim per questa coppia; quando poi ho deciso, davanti a questo prompt (e non solo, purtroppo XD), mi ha gettata nel panico a causa dell'evidente problema cronologico. Poi però ho riesumato gli studi del liceo classico e ho pensato che la parola “fotografia” deriva da due parole greche, φως (phos) e γραφίς (graphis): “fotografia”, quindi, significa letteralmente “scrivere con la luce”... che è ciò che la luna fa con Karen in questa storia.