Un incontro, due punti di vista - Karen
(Mezza Tabella Yuto/Karen, prompt 12. Paura)
L’afa non le dava tregua.
Karen si costringeva a rimanere ferma nel tentativo di non aumentare il caldo
con gl’incessanti movimenti che l’insonnia le suggeriva. Quella forzata
immobilità, però, non era certo un buon modo per conciliare il sonno; si sforzò
di captare i suoni al di là delle imposte spalancate, sperando le giungesse uno
stormire di fronde, ma invano: l’aria esterna sembrava immobile come quella
della stanza.
D’un tratto, udì un leggero rumore sull’engawa: tese l’orecchio, dicendosi che
si trattava del gatto di una delle dame, o di una domestica; ma era un passo
troppo pesante per un micio, ed erano tutte giovanissime le inservienti di
quella parte della casa.
Avvertì un sudore ghiacciato scorrerle sulla nuca, mentre gli shoji scorrevano
lenti.
Era inesperta, ma poteva immaginare cosa stesse accadendo; eppure, invece di
sentirsi soltanto atterrita e terrorizzata, come le protagoniste dei romanzi,
decise che doveva reagire, in qualche modo, in barba all’immagine tutt’altro che
ingenua che avrebbe dato di sé: meglio sfrontata, che preda di uno sconosciuto.
L’uomo si sdraiò accanto a lei, e si costrinse a rimanere immobile e a ragionare
lucidamente; ma, appena le sfiorò il volto, non resistette e, aprendo gli occhi,
lo colpì più forte che poteva.