The beginning ~ Capitolo IV
(BDT SeishiroXSubaru, prompt 002.
Intermezzo)
Caro fratellino,
come procedono i tuoi studi? La vita a corte è molto più divertente di
quanto pensassi, anche se i vari cerimoniali a lungo andare vengono a noia,
visto che sono terribilmente complicati.
L’Imperatore mi ha donato una stoffa splendida, chiederò che la usino per
cucirti un kimono: ti starà d’incanto, ha le stesse sfumature verdi dei tuoi
occhi.
Riguardati, mi raccomando!
Caro
oniisan,
il maestro ha detto che devo
iniziare ad abituarmi ad usare il cinese, ma preferisco scrivere a te che
tentare di comporre poesie… Quelle che leggo sono così belle che non oso
sprecare carta ed inchiostro per le mie sciocchezze.
Come ti trovi a corte? È tutto così bello come mi
dice Yukiko-san?
Spero tu stia bene.
Caro Subaru-chan,
non mi hai detto nulla del mio regalo! Non ti è
piaciuto? Oppure sei in collera con me perché non sono ancora venuto a
trovarti? Mi dispiace, non sai quanto, ma si sta organizzando il compleanno
del figlio dell’Imperatore e non posso assolutamente muovermi.
Come procedono i tuoi studi? Hai iniziato a
scrivere in cinese? Sono curioso di leggere le composizioni del mio
fratellino, sono sicuro che, studioso come sei, fai meno errori di me alla
tua età!
Scrivimi presto.
Caro oniisan,
il maestro dice che le mie composizioni non sono
stupide tanto quanto pensavo, ma a me non piacciono lo stesso… Faccio tanti
errori quando scrivo? Il maestro dice che ne commetto ancora un bel po’ ma,
siccome mi vergogno a fargli leggere le mie lettere e Yukiko-san non sa il
cinese, non posso correggerle.
Sei tanto impegnato a corte? Spero tu stia bene.
Subaru-chan,
che succede, sei malato? Non riesco a credere che
lo studio ti impegni tanto da non riuscire neppure a farmi sapere come stai!
I preparativi per il compleanno di Yuto-sama
continuano e sto iniziando a trovarli perfino divertenti.
Una delle Dame della Principessa ha avuto una
bambina e le hanno regalato, tra i tanti giochi, un pupazzo che mi ha
ricordato il tuo Usagi-chan; ti tiene ancora compagnia quando dormi?
Dammi presto tue notizie, mi accontento anche di
un bigliettino pieno di errori!
Caro oniisan,
ti annoiano tanto le mie lettere? Sono così piene
di errori? Io continuo a studiare, anche perché così non penso a quanto
tempo è passato dall’ultima volta che ci siamo visti… Scusami, non volevo
lamentarmi! La vita a corte è piena di cose più importanti di me e nostro
padre ha detto che questo è un periodo delicato per te e che hai tante cose
da fare… Abbi cura della tua salute, ti prego!
Caro Subaru-chan,
nostro padre mi ha fatto sapere, quando l’ho
incontrato a corte, che godi di ottima salute e ti stai dedicando allo
studio con grande impegno; t’invio un libro di poesie che adoravo alla tua
età, e che mi ha aiutato molto ad apprendere il cinese, spero che piaccia
anche a te.
Ti mando anche una carta da lettere che mi è
capitata sotto gli occhi ieri: il mercante ha detto che è stata colorata con
tecniche particolari per ottenere questo celeste e spero che t’invoglierà a
scrivermi almeno una volta.
Non tenermi in ansia.
Caro oniisan,
sono passati dei mesi dall’ultima volta che sei
venuto a trovarmi e, visto che non ho mai ricevuto tue notizie, comincio a
temere che le mie lettere ti infastidiscano… So che hai tanti impegni, ma…
Sarei felice di sapere che mi pensi, anche solo una volta. Il maestro dice
che ho fatto grandi progressi sia nella calligrafia che nel cinese e io
cercherò di fare ancora meglio, così magari non ti vergognerai a vederti
recapitare lettere scritte male.
Però rispondimi, ti prego, almeno per farmi sapere
se stai bene…
–
Mio signore… – Kiyu, il fido attendente di Seishiro,
entrò educatamente nella stanza di Sakurazuka-san.
–
Dimmi pure.
–
Seishiro-sama mi ha affidato una nuova lettera per…
–
Dammela-
– Mio signore… –
tentò il ragazzo, imbarazzato – Seishiro-sama…
– Finché non sarò morto, sono io il capofamiglia,
ragazzo – rispose aspramente
Sakurazuka-san –
Dammi quella lettera.
Con un sospiro, che mostrava limpidamente quanto fosse
sofferente all’idea di obbedire, il giovane attendente porse al suo signore
la missiva: egli la scorse in fretta e, così come aveva fatto le altre
volte, la gettò nel fuoco, dove poco prima era finita la lettera di Subaru,
portatagli da Yukiko-san.
– E se Seishiro-sama
mi chiede…
–
Prima o poi la smetterà –
tagliò corto l’uomo –
Andate ora.
Quando lo shoji si fu chiuso davanti alla figura cupa del
ragazzo, Sakurazuka-san guardò il fuoco del bracere, dove ogni traccia della
delicata carta azzurra era sparita.
Prima o poi la smetteranno…
Si sentiva profondamente disgustato di se stesso, e si
passò una mano sul viso.
Smetteranno,
si ripeté, prima che sia tardi.