The beginning ~ Capitolo VI


(BDT Seishiro/Subaru, prompt 029. Nascita)

 

Passarono cinque anni.
Seishiro, l’anno successivo alle sue nozze, ebbe la soddisfazione di vedersi informare che Dama Kanoe aveva messo al mondo un bel maschietto, sano e che piangeva con vigore, facendo presagire un uomo dall’indole forte.
Si era recato appena possibile a far visita alla sua sposa, e l’aveva trovata non meno avvenente del solito (ella aveva infatti preteso di essere lavata ed acconciata con cura, dal momento che aveva sempre deprecato l’aria sfatta delle puerpere e non tollerava di mostrarsi a nessuno in quelle condizioni); aveva osservato quella giovane donna dalla bellezza rigogliosa con un sorriso: era stanca e sul suo volto si potevano ancora scorgere le tracce della sofferenza patita, ma risplendeva radiosa per esser riuscita, alla prima gravidanza, a mettere al mondo un erede. Ferma ed orgogliosa, si era detto: se fosse stata un uomo, quale straordinario potere sarebbe stata in grado di accentrare nelle sue mani!
La giovane madre indossava una splendida veste bianca e scarlatta, su cui la folta chioma nera scendeva sinuosa, e teneva al petto un fagottino: accennò un inchino al suo sposo e disse, con malcelato orgoglio – Mio signore, ho l’onore di mostrarvi il vostro primogenito: è un maschio.
Seishiro le sorrise e sbirciò al musetto grinzoso che sbucava dalla coperta; tese le braccia per prenderlo e, quando l’ebbe contro il petto, si ritrovò a stringerlo con imbarazzo: era una cosetta minuscola, aveva uno strano odore, e sembrava impossibile che anche lui fosse stato così, quando era venuto al mondo. Rimase per un po’ ad osservare quell’esserino così minuscolo che dormiva placido, senza conoscere nulla del mondo, senza sapere che, solo per essere nato da quella coppia piuttosto che da un’altra, in quella casa, in quella famiglia, lui era speciale, e sarebbe stato amato e curato come il più prezioso dei gioielli.
Era lo stesso destino con cui era nato anche lui, pensò Seishiro, e non aveva mai pensato che, invece, quella era una sorte riservata a pochi eletti, indipendentemente dalle loro capacità, per capriccio degli dei, finché non aveva incontrato suo fratello. Subaru che, di certo, non era stato accolto da una madre sorridente ed un padre felice, avvolto in stoffe soffici e circondato da persone che lo guardavano come un piccolo miracolo; stando a quanto gli aveva narrato suo padre, era venuto al mondo tra le mura scure di un tempio, accolto da una madre che non aveva voluto neppure guardarlo. Fissò il fagottino che aveva in braccio e giurò a se stesso che avrebbe amato ciascuno dei figli che la vita gli avrebbe concesso: non avrebbe permesso che nessun bambino, in quella casa, subisse una sorte simile a quella che era toccata a suo fratello.
Lo porse di nuovo a Dama Kanoe – Ho già chiamato un sacerdote affinché scelga un nome fausto per il bambino – le comunicò, e la sua sposa annuì soddisfatta.
Sarebbe stato “Fuma”, scoprirono due giorni dopo, ovvero “vero sigillo”: Seishiro si disse che mai nome fu più idoneo a suggellare il patto che aveva fatto con se stesso con quel bimbetto tra le braccia.

  |
Recensioni su fanfic100_ita
Recensioni su Midnight Sun